venerdì 1 giugno 2012

7 ANNI...E META' VITA INSIEME.


Fra pochi giorni sara' il nostro anniversario. Di matrimonio, perche' in realta', ci siamo conosciuti meta' dei nostri anni, fa. Quando inizia a chiamarti NINO e tu NINA (ok sorvolo su questa parte).
Su questo blog, come leggo, anzi, come non leggo in tantissimi blog, c'e' poco spazio per il proprio marito, fidanzato, amore...per i figli, le proprie pene, le proprie gioie, i propri interessi, fiumi di parole, foto, sfoghi, ma per Lui poco o niente. Mi chiedo perche'. Pudore?Riservatezza? Perche' lo consideriamo altro da noi?Non lo so. Ma se di marito si parla, non possiamo negare che spesso motivo della nostra gioia , della nostra preoccupazione, del nostro buono o pessimo umore, dipende da Lui, perche' non si puo' scindere qualcosa che e' sacralmente unito.
Perche' anche lo stare bene con i figli dipende dal nostro equilibrio quotidiano con lui, che si costruisce giorno dopo giorno e spesso in un sera o in una telefonata si puo' lievemente incrinare e poi non vedi l'ora di rincollare quei pezzettini, perche'...ti senti a pezzi.
Sono una moglie un po' vintage, ma se lo chiedete a L, dice che non lo so mai abbastanza.
Credo che ogni uomo voglia accanto una donna che si dedichi completamente a lui e che lo faccia sentire il Re della casa, senza pero' fargli pesare troppo la dipendenza. Le attenzioni prima a lui e poi ai figli, guai a trascurarlo.
Ognuna di noi sa cosa fa piacere all'altro, ma spesso tendiamo a dimenticarlo con il tempo, sembra non essere piu' necessario e poi basta saltare una volta, una semplice routine (quasi mai riconosciuta) che scatta il lamento .
Ma e' sufficiente conoscersi per accettarsi e accettare con amore, no?
Tipo...la colazione rigorosamente preparata per la fine della doccia, della rasatura barba e della vestizione, con tanto di pane tostato splamato di marmellata, a qualsiasi ora della mattina, anche se la sottoscritta ha dormito dalle 2 alle 3 ore, causa allattamenti/coliche/risvegli filiali...
Tipo...disponibilita' pressoche' totale ai programmi e non-programmi del marito, causa lavoro, stanchezza, riposini pomeridiani, dormite prolungate le mattine del w-e...quando i figli si svegliano immancabilemnte mezz'ora prima dei week days...ma a lui non si puo' chiedere troppo, lavora dal lunedi' al venerdi', mentre io, per il momento..."lavoro" SOLO con i figli e me ne porto uno di 7 mesi dentro la pancia.
Tipo... il disordine post-doccia, post-cambio abito dal lavoro, post-settimana passata lontano, in cui tutto il lavabile delle stoviglie di cucina e' ordinatamente riposto nell'acquaio in attesa di essere messo in lavastoviglie.
Tipo che... non trova il burro o il latte nel frigo, oppure non sa come si accende il gas (c'e' il pizzo elettrico, la macchinetta, o i fiammiferi?) Pero' e' letteralmente un falco a trovare l'introvabile su internet...per lui non ci sono segreti, oppure ad orientarsi in auto a San Francisco, senza esserci mai stato prima, e senza tom tom.
Tipo...la sera i bimbi non riescono ad addormentarsi con lui. Ok la storia, i giochi sul letto, i baci e poi...dopo 5 minuti di buio :"vogliamo la mamma". E mentre io mi faccio mille paranoie di perche' e percome non riescano a dormire da soli, infliggendomi sensi di colpa, paure che non ho saputo sconfiggere, metodi sbagliati, lui torna comodamnete sul divano con telecomando in mano, qualche nocciolina e un succo di frutta...
Tipo...Che se mi chiede di fare una cosa, spedire una lettera, controllare una cosa al pc, comprare un qualcosa che manca, tutto deve essere gia' stato fatto prima della richiesta..." ma come ancora non l'hai fatto?". Io la chiamo ANSIA DA MANAGER...
Tipo che...se uno ha due figli maschi e ne aspetta un terzo, ricordarsi che lui e' l'unico vero maschio di famiglia. Insomma dividere l'unica donna di casa con altri due, quasi tre, provoca grande gelosia, soprattutto se qualcuno di loro e' morbosamente innamorato della mamma, e se il marito e' di non troppo lontane origini calabresi.

Ma...lo ammetto fa piacere che il proprio marito sia ancora geloso, che dimostri a suo modo la dipendenza da te, che abbia bisogno di te, che si appoggi a te come un bambino, che ti cerchi come una mezza vita fa, che ti telefoni dalle 5 alle 8 volte al giorno per dirti...anche niente.
Tutto il resto non conta, o meglio, e' vissuto con leggerezza e amore.
Perche' se il matrimonio e' la strada per la santita', e' imprescindibile dai limiti e dalla grandezza dell'altro. Ognuno di noi e' destinato a cercarla, viverla, trovarla nella persona che ha scelto...anzi che Qualcuno ha scelto per noi.

E ora, visto che ci sono i nonni qui a Londra, ci prendiamo una sera da soli, per festeggiare i nostri primi 7 anni insieme...




domenica 27 maggio 2012

LONDON...BE OR NOT TO BE A LONDONER: THAT IS THE QUESTION.


Non so se sia il fatto di sentirsi sempre piu' a proprio agio qui, di essersi ambientati bene, di avere il resto della famiglia che, bene o male, vive Londra meglio di me, la partecipa e ne fa parte in maniera piu' attiva, chi al lavoro, chi a scuola, chi alla nursery...
Non so se sia il fatto che cammino per la strada e incontro gente che conosco, che mi saluta, che mi suona al semaforo...
Ma resta il fatto che mi sento ogni giorno di piu' parte di questa citta', e anche se ancora tante cose non mi appartengono, e mai mi apparterranno. Mi stupisco sempre meno di certe realta', mi muovo piu' o meno elasticamente nei suoi meccanismi, sento familiari gli angoli e le strade, i volti e i colori, che fino ad un anno fa erano solo una bandiera.
Nonostante tutto, l'altro giorno ho deciso di farmi una sana camminata, perche' le donne incinta devono camminare, fino a Tooting Brodway, due fermate di metro da casa mia, circa 30-40 min a piedi. Non e' chissa' cosa, a Londra le distanze sono diverse, si cammina per ore, si fanno km, e sembra di essersi spostati di un isolato. In Italia avrei attraversato la mia citta', e mi sarebbe sembrato di avere fatto un pellegrinaggio.
E' anche vero che in due fermate di tube esci da una realta' ed entri drasticamente in un'altra.
Mi ero dimenticata di questa rapidita', ormai abituata a vivere nella mia "isola" nell'isola, fatta di case perfette e bianche, come i suoi abitanti, giardini curati, parchi verdissimi, negozi ordinati, scuole e asili outstanding.
Le mie giornate scandite, dagli orari delle scuole dei bimbi, dalle chiacchere con le mamme british, spagnole, francesi o italiane, dalle abitudini e dai modi di fare non cosi' lontani dai miei, da un enviroment ancora, prepotentemente europeo. Penso talvolta, si', ok, sono a Londra, ma vivere qui, non e' tanto diverso da casa mia, in Italia.
Camminare per le vie di Tooting, e non l'East Ham, mi ha catapultato in un'altra realta', dove mi sono ri-sentita, come i primi giorni di atterraggio qui. Della serie: "Che ci faccio io qui?mi guardano tutti (che non e' vero), mi sento diversa ed estraniata...".
Un senso di disagio e di inadeguatezza mi ha attraversato la schiena e mentre ero alla fermata dell'autobus, dentro di me non vedevo l'ora di essere a casa, dentro casa, tra le mura rassicuranti della casetta inglese.
Mi sarei voluta fotografare, per vedere che faccia avevo, per vedere le mie goffe movenze. Accerchiata nell'ordine, da una somala integralmente coperta con il velo marrone, da una donna sulla 50-60ina, eta' indefinibile, dai capelli neri alla radice, biondi gialli a tratti fucsia nel resto della lunghezza, una riga nera che cerchiava gli occhi, dei leggings neri lucidi acetati con i teschi stampati e delle scarpe (scarpe?) con zeppa e stringhe, che oh my goodness!, da un ragazzo di colore, che con 28 gr, al sole indossava una felpa di dimensioni e pesantezza inquantificabili e cappuccio in testa, e ballava, dopo avermi spinto per mettersi in pool position per il bus, saltellando su e giu' dal marciapiede cambiando ritmo e movimenti in base alla musica che sentiva uscire dall auto in fila, da una donna (donna?) di colore dai capelli rasati sul lato sinistro e ossigenati e un ciuffo alla Emma biondo platino (ma dubito che conoscesse Emma), da uomini di diverse razze e provenienze dalle barbe nere e dalle bianche palandre, come le chiama mio marito, con i pantaloni tanto piu' corti dalla caviglia al polpaccio, tanto piu' devoti ed integralisti, diretti a gruppi, verso il centro culturale islamico, anche detto moschea, beh, circondata da questo colorato e variegato mondo, riassunto in 3 mq di marciapiede, mi sono sentita un intrusa. Io, con le mie banalissime ballerine rosse, con i miei banalissimi leggings neri, con la mia banalissima camicia di lino lunga e bianca, i miei banalissimi capelli castani, senza nemmeno un colpo di sole, la mia banalissima borsa di Lv, che potevo anche essere nel corso della mia citta', che forse ero piu' appariscente.
Forse in quella moltitudine di diverisita', in quella varieta' di colori, di profumi, e odori di pelli, di verdure di cibi indiani, di spezie, io contribuivo a formare il mondo, a modo mio.
Ma mi chiedo quando mi stupiro' di vedere il mondo con questi occhi, con tale stupore. Se vai in un posto, per turismo, ti aspetti certe cose, di vedere certi occhi, certi colori, di respirare certi profumi, e di guardarli con quell'aria curiosa e interessata che tutto e' da... FOTOGRAFARE. Ma quando cammini per le strade della citta' in cui vivi, e in cui vivono, come te, da molto piu' tempo di te, persone cosi' diverse, ti senti l'ultima arrivata, e pensi che i tuoi figli cresceranno con questo arcobaleno negli occhi.

Credo che dopo quel giorno, non mi sentiro' mai una vera Londoner. La magia dei primi mesi, in cui avevo voglia di fare e di essere come le ragazze e le donne qui, vestirsi come loro, con stracci e strati di strane forme e colori, di mettersi le flip flop al primo sole di febbraio, di camminare con il bicchiere di Starbucks in mano per bere quella sottospecie di caffe'latte/cappuccino, non mi appartengono. Non mi vedrete mai con i capelli tinti di rosa nelle ciocche e se mi vedete, vi prego, vi autorizzo a chiudermi in casa e obbligarmi ad uno shampoo decolorante. Non mi vedrete mai con le scarpe con quel mezzo tacchetto e la punta tonda tipo donnina inglese da libro giallo, e se mi vedete ricordatemi che in Italia, abbiamo una solida tradizione in fatto di scarpe, e trascinatemi con violenza in un negozio Tod's. E se mi vedete indossare un vestitino con strane fantasie floreali, o peggio, colori pastello stile Queen Elizabeth, vi supplico di portarmi dentro il primo banalissimo Benetton.
Insomma sono ancora troppo medievale per stare qui, ma sono anche fiera di esserlo. Perche' sfido una qualsiasi indiana, una qualsiasi saudita, o somala, o nigeriana, a convincerle ad adattarsi all'Occidente. Nessuna rinuncia alla propria identita' e sbandiera la propria con fierezza ed orgoglio.
Io, sinceramente, quando mi guardano e mi dicono:"sei italiana? eh, si vede dai colori che indossi", beh lo reputo un complimento. Penso che ancora possiamo andare fieri di un certo buon gusto, di un certo senso del decoro, che diciamocelo, e' il nostro fiore all'occhiello nel mondo, grazie a tutta la cultura e la storia artistica che abbiamo.
Londra e' questa, e' cosi'. Accoglie tutto e tutti, nel bene e nel male. Convivono, piu' o meno pacificamente tutte le differenze, senza annullarsi, ma al contrario conservandosi e difendendosi. La mentalita' di ognuno forse cambia un po', e si fa piu' elastica e tollerante, ma nessuno rinnega niente delle proprie origini.
Mi viene da pensare, che ci siano posti dove la pace e la convivenza siano davvero possibili.

giovedì 24 maggio 2012

BUONA NOTTE...EHM...BUONA CIRCADIEM...

Sempre piu' spesso, soprattutto ultimamente, sento di mamme alle prese con il sonno dei bambini, con notti frammentate da continui risvegli e pianti, riti della nanna, che diventano talvolta quasi propiziatori...e poi quando sembravo sicuri e con certo risultato, ecco che il bambino magicamente cambia ritmo e chiede altro.
Parlo di bambini, non di neonati, perche' li' si entra in una sfera diversa, direi "naturale", fisiologica, che fra due mesi riaffrontaro' di nuovo. Ma li' siamo tutte piu' pazienti e rassegnate, aren't we?
Parlo di BAMBINI, quelli dai 3 anni in su, con i quali pensi di poter parlare e ragionare e magari fare anche un piccolo ragionamento pseudo-filosofico sul bene e il male e sul gusto di dormire.

Premesso che io ne ho due, e sono diversi come il giorno e la notte anche per quanto riguarda il sonno, abituata  ad avere il primo che si addormentava anche sulle panche di legno della chiesa, sui prati, in bicicletta seduto dietro di me, a tavola...beh con il secondo mi sono trovata spiazzata e ad un certo punto...disperata.

Sonno incostante dal secondo giorno di vita, risvegli plurimi, con pianto e urla allegate, attaccamento fisico, morboso alla mamma ( o meglio al mio seno, neanche avessi una quinta), paura dell'abbandono, ricerca continua di me a tutte le ore. Dopo 3 anni passati a capire cosa sbagliavo e a provare ogni tipo di soluzione e rituale della nanna proposti dai libri ad internet, e dispensati dalle amiche e dalle nonne, niente ha mai funzionato.
La mia vita serale post-cenam praticamente era annullata. Mio marito mi vedeva sparire alle 8,30-9 per poi tornare con un occhio chiuso e l'altro pure dopo 1 ora, 1 ora e mezza. La notte, stessa musica. Sparivo, per non portarmi N nel lettone, e andavo in camera sua, dove cercavo di riaddormentarlo tenendogli la mano che molto spesso diventava braccio e mi ritrovavo sdraiata accanto a lui. Per non parlare dei recenti risvegli alle 4-4,30 per giocare e fare puzzle fino all'ora della colazione, quando crollava sul divano, just in time per prepaprarsi e andare all'asilo.

Insomma, non mi voglio oltremodo dilungare su situazioni a tutti conosciute e vissute, insomma non sono una martire e non voglio fare la vittima, ma il sonno e' sacro. Soprattutto in previsione del nuovo arrivo, che dara' il suo notevole contributo alle folli notti.

Quando sono tornata ad Aprile in Italia, non ho resistito a parlarne con il mio pediatra, dico MIO, perche', si sa, il pediatra e' il miglior, consulente, confessore, amico, psicologo di ogni mamma ( povere british mums che non sanno cosa si perdono).


I:"senti Marco, vogliamo parlare del problema del sonno mio e di N? ha compiuto 3 anni e tutto e' come prima, forse peggio..."
M: " Parliamone"


Conoscendomi, e sapendo che MOOOLTO difficilmente mi lamento e non sono certo una di quelle che lo chiama per ogni linea di febbre, penso abbia letto tra le mie parole (e nelle mie occhiaie), una certa e chiara richiesta di aiuto.

Ecco la soluzione.

BUONA CIRCADIEM



Rimedio totalmente naturale, che non crea dipendenza o assuefazione, si tratta solo di un integratore di melanina, che alcuni bambini non producono abbastanza, e pertanto hanno difficolta' nella fase di addormentamento e soffrono disonno irregolare e disturbato.
M non mi aveva garantito il risultato, perche' i fattori di tale instabilita' sono molteplici, ma bisognava fare almeno un tentativo.

Ragazzi, a me funziona. Invece delle 10-12 gocce serali, a N ne do' un po' meno, e senza comunque eliminare quei 10 -15 min, di lettura storia, preghiere e ultime chiaccherate, si addormenta sereno e la notte, tranne qualche rarissima volta, e' completa.
Come si suol dire, HO SVOLTATO.
E anche mio marito...

venerdì 18 maggio 2012

MURI COME PRATI




LinfaDecor e’ una giovane azienda italiana, con grande esperienza nel mondo delle decorazioni floreali,  che propone un’idea innovativa e “fresca” per l’utilizzo di piante, al di fuori del comune impiego che solitamente ne viene fatto.
Non si tratta infatti di avere una semplice consulenza su come, dove e quale pianta o gruppo di piante posizionare in un ambiente, pubblico o provato che sia, ma di realizzare vere e proprie installazioni vegetali, che vanno a sostituire pareti, schermature, quadri pittorici e rendono gli ambienti qualcosa di unico e vivo.




Le insatallazioni sono costituite da piante vere, che subiscono un particolare trattamento di sostituzione della linfa, con un prodotto di trattamento stabilizzante, nel momento migliore del ciclo di vita della pianta stessa. A questo punto la pianta viene monitorata, ma non necessita piu’ di alcun tipo di manutenzione e irrigazione, non subisce agressioni climatiche e si mantiene intatta per circa 10 anni.
E’ sicuramente un’idea, una soluzione innovativa e originale, che fa concorrenza ai piu’ noti e utilizzati materiali naturali, acqua, pietra, o alle carte da parati, ed e’ comunque facilmente reversibile. Poprio per questo e’ adatta ad ambienti pubblici, quali ristoranti, hotel, uffici, scuole, aeroporti, hall, dove spesso la necesita’ di cambiamento e’ indispensabile. Ma non viene escluso  anche l’utilizzo nell’ ambiente privato, dove anche un pannello in un soggiorno, o un quadro vegetale possono diventare un significativo tocco personale di design.
Insomma, una nuova concezione del verde: qualcosa di unico ed assolutamente emozionale.



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mercoledì 16 maggio 2012

NOTHING TO ENVY

NOTHING TO ENVY
Ordinary lives in North Corea.
(Barbara Demick)




Uno straordinario reportage giornalistico della giornalista americana Barbara Demick, che racconta l'incredibile e sconfortante realta' che vivono gli abitanti della Nord Corea. In confronto il romanzo di Orwell 1984, sembra Wonderland. Perche' l'incubo, il terribile presagio sognato e descritto da Orwell nel 1949, qui e' triste realta'. Il totalirismo giunto all'etremo, all'esasperazione. L'utopia realizzata e tremendamente vissuta.
Il comunismo attuato, sofferto, trasformato in religione.
Un paese in cui la radio e la tv sono controllate e dove le persone non conoscono cosa esista fuori dai loro confini e sono convinte di essere nel pese piu' civile e felice del mondo. Non conoscono la geografia, se non i militari e gli scienziati. Non hanno la luce se non nelle ore decise dal regime, tanto che la notte, la Nord Corea, vista dal satellite e' totalmente buia, se non per la capitale Pyongyang. Non sanno niente dell'11 settembre. Gli americani e il resto del mondo sono malvagi, guerrafondai e vivono in condizioni retrograde. Loro in compenso muoiono di fame e non hanno alcun tipo di liberta', da quella si parola di pensiero, di istruzione, di abbigliamento, di arredamento della propria casa, di vivere anche solo la propria vita familiare e sessuale. Tutto e' controllato, anche le relazioni tra marito e moglie.
Le persone, i bambini muoiono di stenti negli ospedali, nei campi di concentramento, che sono totalmente legali e funzionanti.Tutti i dissidenti del regime, anche coloro che non spolverano l'immagine del dittatore-Dio appesa in casa, in una determinata posizione e dimensione, per non parlare dei cattolici, finiscono nei campi di sterminio, e spesso vi muoiono.
E il mondo nel frattempo va avanti, sa, ignora, e chiude gli occhi, mentre la Nord Corea, anche e soprattutto all'appoggio della Cina, si arrichisce e investe tutte le sue risorse in armamenti e armi nucleari.

Un mio amico c'e' stato la scorsa estate per "turismo"...e prima ancora che gli parlassi del libro mi ha confermato di aver visto e vissuto tutto cio', anche se hanno provato in tutti i modi a mascherarglielo e dargli un'immaggine falsa della realta'.

Ho letto e divorato il libro 2 anni fa, in Italia, quando ancora il mio inglese era davvero poco piu' che scolastico, ma vi assicuro che si legge con grande fluidita' e coinvolgimento. Purtroppo ancora non e' stato tradotto in italiano, che io sappia, ma lo consiglio vivamente a chi vuole conoscere una parte del mondo cosi' lontana e sconosciuta da noi, ma tremendamente e pericolosamente viva e attuale.
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